Bricolage e decrescita felice

Credo che fra bricolage, arte d’arrangiarsi e decrescita felice ci sia un rapporto stretto. O per lo meno io lo vedo.

Il concetto di Decrescita Felice (ed il relativo Movimento) propongono una maniera diversa di vita, orientato a consumare meno, e dunque a produrre meno, al riuso, alla riscoperta di vecchi modi di autoproduzione, al risparmio energetico  e tecnologie alternative. [chi volesse può approfondire su Wikipedia o sul sito del Movimento stesso.

Ora il bricoleur  fa proprio sua parte di questa filosofia, il riuso ed il riciclaggio di oggetti altrimenti destinati alla distruzione o al deperimento, il fai da te come “sabotaggio” inconscio della produzione industriale, e, non ultimo per importanza, la riparazione di oggetti ancora potenzialmente validi e funzionanti.

Un mio ex-collega mi disse già tanti anni fa, tra il serio ed il faceto, che se tutti avessero ragionato come me, nel riutilizzare, comprare di seconda mano, non buttare quel che poteva essere riutilizzato la civiltà occidentale sarebbe ben presto crollata. Ecco io non vorrei proprio che la civiltà ocidentale sparisse, ma che almeno rallentasse la folle corsa al consumo, sì.

E nel mio piccolo mi applico a questa frenatura. Col bricolage, la mia è una casa “IKEA free” ad esempio, con la scelta vegetariana (c’entra, c’entra) e con molti piccoli atti che elenco qui sotto, in ordine molto sparso (sono cosciente che il mio lavoro di web-designer/web-master mi ha permesso di vivere in campagna e questo certo aiuta nella decrescita, ma è stata una scelta):

  • non bevo acqua minerale in bottiglia, solo acqua di rubinetto (aggiornamento: prendo l’acqua ai distributori automatici del comune nel quale vivo, 0,06 centesimi l’acqua frizzante)
  • faccio il compost
  • ho delle galline e delle anatre che mi fanno tante (troppe) uova
  • ho trasformato l’auto a GPL
  • mi riscaldo per la maggior parte a legna, che recupero o taglio io stesso
  • faccio lo yogurth in casa (invero lo fa la mia compagna che se non la cito si adira…)
  • ho un piccolo orto
  • cerco di non prendere sacchetti di plastica nei negozi
  • cerco di non prendere confezioni di plastica (perchè mettere sotto barchetta in polistirolo e cellophan delle carote?) e se le prendo le lascio al supermercato
  • riciclo l’acqua del lavandino in bagno per utilizzarla nello sciacquone. Basta staccare il tubo di scarico e mettere un secchio sotto, ancora fino agli anni 70 lo si poteva vedere in zone italiane con scarsità d’acqua.
  • altro mi verrà in mente…

 

 

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